Il 27, 28 e 29 marzo torna l’appuntamento con i Rolli Days, e quest’anno si festeggiano anche i vent’anni dall’iscrizione del sistema dei rolli nel patrimonio dell’Unesco.
Il programma delle visite è come sempre ricchissimo.
Tra i 42 palazzi dichiarati patrimonio Unesco, uno che purtroppo non si potrà visitare è Palazzo Gio Agostino Balbi. È un edificio che, nel sistema dei rolli, faceva parte del “bussolo” uno: era quindi uno di quelli riservati agli ospiti più importanti. Viene chiamato anche palazzo Durazzo Pallavicini, ed è di proprietà della famiglia Cattaneo Adorno.
La visita di Elisabetta II
È proprio qui che manifestò il desiderio di andare la regina di Gran Bretagna Elisabetta II durante il viaggio in Italia dell’ottobre 1980. Quando visitò Genova, il 16 ottobre, ci furono diversi incontri istituzionali, e per le strade della città molta gente festante. Nonostante quel giorno, unfortunately, piovesse. Sembra però che lo scopo della visita – “prenotata” da un bel po’ di mesi – fosse proprio quello di ammirare la quadreria del palazzo:

Nella visita le fece da guida la marchesa Carlotta. Ci fu il tè delle cinque (che in realtà per Elisabetta fu un caffè) nella sala dei van Dyck. Tutto molto privato, ma se ne parlò molto:
La nostra visita
Il palazzo è il primo di via Balbi che si incontra arrivando da Piazza della Nunziata.
Una sbirciata al palazzo, da fuori, la si può dare.


Si può ammirare il giardino pensile dal palazzo di Balbi 2, dell’Università, dall’altra parte della strada. Basta chiedere al personale all’ingresso se ci si può affacciare dal terrazzo al primo piano.



Da qui forse se ne percepisce di più l’atmosfera. Gli interni li possiamo solo immaginare. Affeschi, arredi d’epoca. La quadreria al piano nobile con nove sale, come il salone di Achille, i salotti verde, giallo, rosso. Tintoretto, Tiziano, Carracci, Reni, Guercino, Rubens. La sala dei van Dyck (quella del tè, che poi era un caffè, della regina).
Chissà, magari sarà per i prossimi Rolli Days.